Sei in Home Page >> Photo Gallery >> "Sentiero del lago di Nemi " - 23/set/07
Mattinata bellissima, calda, temperatura ideale per una passeggiata lungo le coste del Lago di Nemi.
Reception predisposta a Genzano davanti al ristorante “Da Tittò” per attendere un numero incredibile di partecipanti. Alla fine saranno 87 che, per un’escursione di questo tipo, rappresenta sicuramente un record. Ai partecipanti alla passeggiata, oltre al programma ed una copia di VivaVoce, è stata regalata la pubblicazione a schede “I luoghi del mito della Diana Nemorense”. Un tal numero di partecipanti ci costringe a formare due gruppi. Uno guidato da Andrea e l’ altro da Claudio che partono con circa 15 minuti di differenza.
Dopo i discorsi di benvenuto e di presentazione del luogo (fasi geologiche, il mito del bosco sacro e del culto della Diana Nemorense) si parte scendendo verso il lago da Via Perino. Lungo la strada le guide descrivono le varie piante che s’incontrano ed le stratificazioni del terreno formatesi durante le varie fasi di attività del vulcano laziale.
Prima sosta dopo circa 20 minuti di camminata in uno spiazzo sulle rive del lago. Le guide hanno descritto brevemente le piante presenti: gli estesi canneti, dove dominano le cannucce di palude, e i caratteristici Platani che bordano le rive del lago. Caratteristica delle rive del lago è la presenza, come per il Lago Albano, dell’Ontano Nero. Per quanto riguarda la fauna, il lago ospita il Germano Reale e durante il periodo invernale piccoli gruppi di uccelli acquatici costituiti principalmente da Folaghe, Cormorani e da anatre tuffatrici, tra cui Morette e Moriglioni.
Da qui è iniziata una lunga passeggiata, durata circa 40 minuti, che ha portato i due gruppi (sempre divisi da un intervallo di circa 15 minuti) verso il tempio di Diana. Per giungere alle rovine dell’antico tempio di Diana abbiamo percorso il bordo lago in senso antiorario e in un punto del lungolago,in cui la strada curva a sinistra, ad un piccolo slargo, abbiamo imboccato sulla destra una stradina più stretta che prosegue in leggera salita, lasciandola quasi subito per deviare a sinistra su un viottolo che porta al tempio di Diana. Attualmente del famoso Tempio di Diana si conservano pochi resti ma quello che affascina di questo luogo è il mistero del culto di Diana. Infatti all'interno del Santuario cresceva un albero di cui era proibito spezzare i rami. Solo ad uno schiavo fuggitivo era concesso di cogliere una delle sue fronde. Se riusciva nella sua impresa, acquistava il diritto di battersi con il sacerdote e, se lo uccideva, di regnare in sua vece con il titolo di Re del Bosco (Rex Nemorensis).
Ripresa la strada da cui si siamo arrivati (con parecchio ritardo rispetto alla tabella di marcia) con un unico gruppo che ha completamente riempito tutta la strada carrabile che porta al Museo, abbiamo proseguito in senso antiorario arrivando dopo circa 15 minuti al Museo delle Navi. Qui ci siamo divisi un’altra volta in due gruppi. Le persone che erano interessate al Museo hanno partecipato alla visita guidati dall’esperta archeologa dell’associazione Speculum Dianae. Gli altri, desiderosi di visitare l’antico emissario romano, hanno proseguito accompagnati da Tupac e da Ercolani.
Affascinante la visita al Museo, con i modellini delle navi di Caligola (distrutte da un incendio il 31 maggio 1944, appiccato dai soldati tedeschi in fumo), con la mostra fotografica del recupero delle navi dal fondo del lago e con i reperti provenienti dal tempio di Diana. La riflessione che viene guardando questo Museo costruito appositamente per accogliere le due maestose navi romane (lunghe 70 e 72 metri) e che se non fossero state distrutte questo museo darebbe stato uno dei più visitati d’Italia. Terminata alle 13.00 la visita al Museo, il piccolo gruppo di “sopravvissuti” (alcuni sono stati accompagnati a Genzano a prendere l’auto) si sono incamminati lungo Via Diana raggiungendo l’abitato di Genzano intorno alle 13.40.
L’altro gruppo, dopo la visita all’Emissario romano, ha proseguito in senso antiorario lungo il sentiero che circonda il lago, riprendendo poi Via Perino e, da qui, hanno raggiunto Genzano praticamente alla stessa ora del primo gruppo.
Calorosi saluti, promessa di rivederci alle prossime passeggiate e congratulazioni agli organizzatori hanno concluso questa mattinata che è stata un’occasione per fare una bella e salutare camminata, conoscere la storia e la natura di questo luogo e stare insieme alle gente e alla propria famiglia.
Partenza
Percorso
Percorso
Percorso
Percorso
Andrea Tupac Mollica, guida
Guida
Percorso
Percorso
Guida
Percorso
Percorso
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Tempio di Diana
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Museo delle navi romane
Paesaggio
Paesaggio
Paesaggio
Paesaggio
Paesaggio
Paesaggio
Paesaggio
Paesaggio
* Foto di Giovanni Biallo, Franco Portelli, Alberto Ludovico Dionisi
© 2007 Consorzio SBCR | Gruppo di progetto
AREA RISERVATA
(segreteria di redazione)