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Il progetto "Sagre e Profane"

Leggendo la molteplicità degli eventi che comuni, associazioni, società e aziende organizzano e promuovono nei Castelli romani ci è sembrato di poter rintracciare quattro temi che ricorrono in tutte le manifestazioni. Qui di seguito ve li proponiamo, premettendo che i loro confini non sono netti e invalicabili, anzi sono caratterizzati da veloci incursioni l’uno nell’altro; eppure ci è sembrato esercizio non futile descriverli, perché siamo convinti che ciò aiuti i Castelli ad uscire da  vecchi stereotipi e a ridisegnare la propria identità senza che la valorizzazione del passato, della storia e della memoria di cui sono così ricchi i nostri luoghi, avvenga all’insegna della nostalgia e del rifiuto della contemporaneità.

I SAPORI DELLA TERRA

Questo tema attraversa l’intera gamma degli appuntamenti che esaltano in forme diverse  la ricchezza del patrimonio enogastronomico.
Nell’immaginario collettivo i Castelli Romani si identificano con il vino. Rigorosamente bianco e secco, per potersi accompagnare alle specialità del “quinto quarto” della cucina romanesca:  trippa, coda e pagliata.  Non meno illustri sono le tradizioni del pane, cotto nel forno a legna,  e della porchetta, la cui preparazione è un mistero gelosamente conservato, delle fragole e dei fiori che bene si accompagnano a qualsiasi tavola. Tutti ingredienti di una cucina  casareccia,  le cui origini sono antichissime e che nascono dalla tradizione contadina del territorio. Una cucina povera, che ha mantenuto intatto nel tempo quel carattere di genuinità, che tanto l'ha resa famosa e meta di buongustai. I romani, da sempre, hanno apprezzato questi sapori della terra e, così come facevano  gli antichi patrizi, non disdegnano ancora oggi le famose gite fuori porta. Gite organizzate in occasione di feste sempre in bilico tra il “sacro e il profano” per assaporare non solo  le delizie locali ma anche l’amenità di un territorio così prodigo di spazi verdi e gradevoli paesaggi. Gite e passeggiate che già di per sé sono un assaggio del territorio con le sue vigne, gli uliveti e gli orti, i chioschi e i forni a legna, le coltivazioni di fragole e fiori…i funghi del sottobosco e l’abbondanza delle castagne. Ci sono tanti modi di conoscere un territorio, anche partendo dai suoi sapori: sagre e profane vuole aiutare a ritrovarli..

I MITI E I RITI

Tra miti e leggende della classicità, riti sacri e profani che affondano le loro radici in un lontanissimo e seducente passato,  i Castelli Romani sono depositari e custodi di un patrimonio ineffabile e concreto ad un tempo, ancora in gran parte da conoscere e valorizzare, al di là di una ristretta cerchia di specialisti.
Molto si è detto e scritto della storia del popolo dei Latini, che dominarono questo territorio 3.000 anni fa, dei luoghi a loro sacri sui quali edificarono templi  e celebravano feste e riti. Della storia del cristianesimo che a sua volta affonda qui le sue radici rivisitando e facendo propri luoghi e riti, nel fluire  incessante e nell’intreccio della storia di questi territori. Così una parte molto consistente delle vicende e della cultura della popolazione dei Castelli Romani è racchiusa nella cospicua rete di percorsi della fede e della religiosità che si intrecciano su tutto il territorio. Le chiese, gli eremi francescani e le abbazie che costellano questa area a sud di Roma testimoniano lo stretto legame tra vita quotidiana e pratica religiosa che per secoli ha scandito l'evoluzione delle sue genti e la loro visita acquista un significato particolare per i tanti contenuti simbolici che essi racchiudono. A tale patrimonio leggendario e sacro fanno riferimento con maggiore o minore pertinenza tutta una serie di iniziative molte di carattere religioso altre  teatrali e musicali che per altro verso possono essere ricondotte alla tematica de l’Arena e il teatro.

I PIACERI DEL BOSCO

Ai piaceri del bosco fanno riferimento tutte quelle attività che valorizzano l’ambiente naturale con le sue specificità, favorendo un rapporto consapevole e più maturo tra l’uomo e i luoghi in cui vive, opera, si incontra. Nei Castelli romani il Bosco persiste e segna ancora fortemente  il territorio, anche se fortissime sono state le trasformazioni da quando  J.W. Goethe così lo descriveva: “..ad ogni passo, si offre al disegnatore dei soggetti stupendi. Il panorama è sterminato, qui si trova sempre qualcosa di nuovo e di seducente”. Oggi c’è il Parco (ParcoRegionale dei Castelli Romani) a tutela e valorizzazione di quanto ne rimane, il suo campo d’azione si estende su un’area di 9.500 ettari circa nei territori di 15 comuni,  è ricco di ambienti molto diversificati: fertili colline occupate da vigneti ed oliveti, aree montane  ricoperte da fitti boschi, zone prative e due laghi. A testimonianza di un passato in cui i Colli Albani erano rivestiti da estese foreste, permangono oggi alcuni boschi misti dove si può ammirare una ricca varietà di specie arboree. Queste formazioni vegetali originarie, a partire dal XVII secolo vennero sostituite dai castagneti, tanto che oggi il Castagno è la specie arborea dominante nella maggior parte dei Castelli.  Un ambiente così ricco di specie vegetali e con un sottobosco ricco e rigoglioso, ha consentito lo sviluppo di una grande varietà di animali che è possibile avvistare passeggiando lungo le coste dei laghi di Albano e di Nemi o all’interno dei boschi.

L’ARENA E IL TEATRO

Il territorio dei Castelli Romani ha mantenuto, nei secoli, la sua vocazione di “terra di vacanze” che lo ha caratterizzato dall’ultimo periodo dell’età repubblicana, periodo in cui i patrizi romani cominciarono a villeggiare sui Colli Albani ed a costruire grandiose ville, sino agli inizi del Cinquecento, periodo in cui le maggiori famiglie romane scelsero nuovamente i Castelli Romani come residenza estiva, favorendo cosi il sorgere di un complesso di ville di notevole importanza storica ed artistica. Così ogni anno, all’inizio dell’Autunno e in concomitanza con l’ottobrata romana, in tutte le località dei Castelli Romani si organizzano eventi culturali all’interno delle magnifiche ville barocche o negli spazi all’aperto  dei siti archeologici più famosi. I Castelli Romani diventano così un grande laboratorio culturale con rappresentazioni teatrali, concerti di musica classica,  conferenze su temi storici, rassegne cinematografiche e incontri con artisti famosi. Il “teatro” dunque per raccogliere tutti quegli spettacoli che trovano location  d’eccezione grazie agli spazi speciali che i Castelli offrono; “l’arena” per indicare tutti quegli eventi sportivi che sono altrettanti medium di conoscenza territoriale: pensiamo ad esempio alla “Maratonina dei Castelli Romani” che, ogni anno, si snoda attraverso i principali comuni dei Castelli Romani o alle manifestazioni equestri dei Pratoni del Vivaro, alle regate di canottaggio e di vela del Lago Albano o ai campionati internazionali di tennis di Ciampino.